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Martedì avevo due pile da smaltire e ho approfittato della bella giornata per fare due passi e cercare i contenitori.

Sono partita a piedi da via Roma, altezza municipio, e man mano che camminavo verso la città nuova sbirciavo, invano, qua e là anche in qualche viuzza laterale. E’ possibile che a causa del mercato qualcosa mi sia sfuggito, ma quando sono arrivata in corso Dante e avevo ancora le pile in mano, vi confesso, ho provato una sorta di irritazione e fastidio.

Nella mente rutilante (come diceva Snoopy) il fisso pensiero era: e adesso dove le metto? Soltanto la forte motivazione di rispetto dell’ambiente, maturata sempre più in questi anni, mi ha impedito di gettare stizzita le due pile nel primo cestino. E così ho chiesto aiuto ad una conoscente incontrata per caso dalla quale ho scoperto che, forse, in via Sebastiano Grandis, come si vede dalle foto, ne potevo trovare uno. A quel punto le mie pile finalmente sono state riposte nel luogo adeguato; ho raggiunto il mio obiettivo, che peraltro non mi ha impedito di fare subito dopo delle riflessioni.

Tenere pulita la città e non solo, anche pensarla il meno inquinata possibile, richiede sicuramente da parte nostra che ci viviamo sensibilizzazione, disponibilità, apertura, senso civico, senso sociale. Ma credo profondamente che, per facilitare il processo, ci sia necessità di creare una sorta di sostegno, di collaborazione circolare con chi è preposto direttamente all’amministrazione della città e si prende l’impegno di fare delle scelte, per tutti noi.

Per quanto riguarda lo smaltimento delle pile, materiale altamente inquinante e fortemente tossico per le falde acquifere, se viene smaltito nei rifiuti indifferenziati, chiedo se è possibile avere una mappatura pubblica, facilmente accessibile, dei luoghi dove sono stati posizionati i contenitori. Approfitto, a questo punto, per chiedere anche di avere informazioni precise su come smaltire le cartucce delle stampanti e fotocopiatrici, anch’esse fortemente inquinanti.

Questo sicuramente mi permetterà, la prossima volta, di impiegare meno tempo, ma la mia richiesta fondamentalmente è una esortazione a far sì che se in città si conoscono i luoghi penso, spero, mi auguro che molte meno pile (e cartucce) vengano gettate nei rifiuti indifferenziati, perché questo è anche un atto politico che va dritto, dritto, dritto al concreto.

Una politica di trasparenza contribuisce sicuramente a ridurre le distanze tra i cittadini e le amministrazioni e non solo, anche a ridurre le conflittualità che nascono quando si sente che non si è tenuti in considerazione. Uno dei libri da cui ho imparato molto sul significato sociale, al di là delle rigide e indiscutibili regole con cui ognuno di noi è stato educato, è “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee. Nel passaggio in cui il padre dice alla figlia: “Non si conosce un uomo se non ci si mette nei suoi panni e non ci si va a spasso insieme”.

Se trasferisco nel mio immaginario questa frase, che ha aperto un immenso spazio dentro il mio modo di pensare e vedere le cose, penso che non si possono conoscere i cittadini se non ci si mette al loro posto quando si chiede loro disciplina, e lo stesso vale per i cittadini verso le amministrazioni.

Da fuori, a volte, è davvero molto facile criticare, lamentarsi e prendere posizioni, le variabili da valutare sono sempre molte quando si devono fare scelte e si sa che in una comunità accontentare tutti non è sempre possibile. Se le amministrazioni puntassero di più sulla trasparenza si ridurrebbe la contrapposizione in cui si assumono atteggiamenti dove sembra assurdamente che la città sia di proprietà dell’Amministrazione e non di tutti.

Le priorità sono davvero molte, ma a volte avere chiaro da dove si vuole partire credo permetta a onda di portare dietro tutto il resto, nel senso che se la focalizzazione è verso un obiettivo di “bene comune” con tutto quello che significa, non dovrebbe essere così difficile fare scelte che vanno in quella direzione di qualunque argomento di cui si stia parlando.

E concludo dicendo che continuo a pensare alle molte persone pronte ad attivarsi al fine di incidere sul cambiamento concreto per il recupero del benessere sociale.

 

Eliana Brizio